lunedì 30 gennaio 2017

giocare.


solo quando l’essere umano gioca è libero perché è lui a creare la realtà.

martedì 6 dicembre 2016

il top del giorno

Alla lezione di Eventmanagement, tra i madrelingua tedeschi, alcuni stranieri:

(...)
E: e tu invece da dove vieni?
A: Io sono nato nell'URSS!
E:...ah eh...
A: (mettendo la mano sul cuore): e mio padre viene dalla Siberia.

martedì 1 novembre 2016

Eteronimia e felicità.

Non ricercare la perfezione, non prefissarti obiettivi, usa l'intelligenza e lascia spazio al bambino creativo; non rimandare la felicità ad un domani che non verrà mai. Accetta le tue contraddizioni e dai spazio alle moltitudini di espressioni di vita che abitano in te.

Sii pronto, disponibile alla vita e a ciò che succede, ad iniziare ogni giorno un nuovo viaggio.

martedì 25 ottobre 2016

*

*Ogni giorno, fare qualcosa, anche un gesto minuscolo, con il fine di aiutare a mettere fine all'afflizione degli altri. 

venerdì 21 ottobre 2016

Illuminations for Every Man Dies Alone, Fallada

(...)

I don’t know if I’m expressing myself clearly and comprehensibly. What I’m trying to say is this: That once I had started I couldn’t stop, that when I decided to write another novel (the book that later became a worldwide success under the title Little Man, What Now?) I was acting under a compulsion. I certainly didn’t write it for my readers. I never think about my readers when I’m writing a book. I only think about the book, about the characters in it, the fates in it. When I think about something other than those things, then I think very selfishly about me, I’m supplying myself with the greatest happiness which life has to give, making it flow into my breast and my heart: I’m writing, I’m writing every hour of the day and of the night, whether I’m sitting at my desk or walking around, whether I’m answering letters or talking with you here, everything becomes a book for me, one day it will have become a book, a little piece of this here, and that facial expression there, and those tables and chairs and windows. Everything in my life ends in a book. That’s how it has to be, it can’t be otherwise, because I’m the man that I became. (...)

martedì 18 ottobre 2016

Quella trama mi ha fatto sentire fuori posto.

Perché mi ha stupito così tanto che in biblioteca, la sezione dei libri religione è accanto alla sala lettura Krimi?
Perché dedicare una sala lettura ai gialli? Forse perché i tedeschi vanno pazzi per le scene del crimine. Chissà se la serie più famosa della Germania (Tatort/ scena del crimine) verrà mai esportata in Italia e chissà se a tal proposito anche l’acconciatura del più famoso criminologo tedesco (Axel Petermann) verrà mai esportata nel mio paese. Non sopporto che l’unico modo per esercitarmi con il tedesco sia guardare i drammi amorosi bavaresi e i gialli. Per quanto riguarda i gialli non riesco a guardarli, mi impressionano troppo: me li sogno, non mi fanno dormire. E i film d'amore tedeschi... soprattutto non capisco il pathos amoroso bavarese. A tal proposito mi torna purtroppo alla mente un film ambientato fuori Monaco, parlava di un matrimonio combinato tra una sessantenne bavarese che cercava mano d'opera per la fattoria e si sposava con uno zimbabwiano sui 30 con permesso di soggiorno scaduto. Quella trama mi ha fatto sentire fuori posto e fuori dal tempo: la praticità giustificava l’unione ed erano entrambi contenti.
Ma di questa mia distanza culturale non ne faccio un vanto, sospetto di essere una filistea, di una mentalità grettamente reazionaria. 

In questa un’imprecisata città della Germania del Nord, che a parte l’industria della Milka e qualche altra schifezza non vanta quasi più niente, mi aggiro in attesa che il famoso click linguistico avvenga.