Forse è tempo che prenda nota delle vicende della mia vita piuttosto che descrivere i sogni e gli incanti del fanciullino che è in me.
Sette o otto anni fa, vivevo a Lisbona. Un giorno, salii a Porto, dovevo prendere un volo per tornare a Milano. Venni ospitata dall'ex svedese di una mia carissima amica, il quale, viveva in una repubblica (ovvero, un appartamento condiviso) e ospitava regolarmente couch surfers. Bene, quella sera conobbi un tale William, del North Carolina. Dato che ero appassionata di linguistica, e stavo facendo una ricerca sulle varianti fonetiche dei madrelingua inglesi, lo registrai mentre leggeva per me: mama you'e been on my mind, un testo di Bob Dylan che amavo. Parlammo forse due ore, e non lo incontrai mai più. Mesi fa scoprii grazie ad uno status di Facebook, che questo ragazzo, è purtroppo morto- nel 2011, a 23 anni. Avrei voluto mandare subito il famoso audio alla famiglia ma non sapevo più dove l'avessi messo. L'altra sera, sono riuscita a recuperarlo, ho contattato la sorella via Facebook e gliel'ho fatto avere:
(...) to hear Williams voice again. I am kind of speechless too and do not know how to thank you because this surpasses any gift or anything really that anybody could give us. he's been gone for 5 years and I thought I never would be able to hear his voice again after he left us & now I can listen to it whenever I want too (...)
(...)Sono anch'io senza parole, questo gesto è superiore a qualsiasi cosa ci potessero dare. Sono passati cinque anni e pensavo non sarei mai stata in grado di sentire di nuovo la sua voce e ora posso ascoltarla quando voglio. (...)
Per concludere, abbiamo il potere di fare la differenza, un atto di Bellezza può davvero salvare il mondo. La Bellezza di cui parlo, richiede coscienza delle emozioni, nostre e degli altri, richiede gentilezza e consapevolezza del nostro essere limitato, e umano.
When you wake up in the mornin’, baby, look inside your mirror
You know I won’t be next to you, you know I won’t be near
I’d just be curious to know if you can see yourself as clear
As someone who has had you on his mind
venerdì 9 ottobre 2015
domenica 4 ottobre 2015
sabato 3 ottobre 2015
Autunno sotto al sole del nord
E ora che sono nuovamente collegata con il mondo posso tornare a scaricare i libri in pdf e ascoltare tango mentre preparo tisane. Chissà che non riesca finalmente a portare a termine il proposito del romanzo, tornare a Baires e...non so, oggi Vita mi chiedeva se non sia limitante per me vivere in questa città. Preparo i progetti di phd e vediamo.
Malissimo. Ho scoperto solo ora della mostra di Balthus a Roma.
Non mi manca in lavoro in BA e ho iniziato a collaborare con il centro per i rifugiati politici.
Malissimo. Ho scoperto solo ora della mostra di Balthus a Roma.
Non mi manca in lavoro in BA e ho iniziato a collaborare con il centro per i rifugiati politici.
mercoledì 22 luglio 2015
Qual è il mistero
Mi si sveglierebbe dal torpore se venissi pungolata, se mi si chiedesse quello che si vuole, per uno scambio di posizioni. Qual è il mistero, dove svelare l´intreccio di una storia, come portarsi uno di fronte all´altro per una riflessione...penso ad un modello di scambio umano, alla parola che genera infiniti mondi...ma non è lo scambio senza incontro, la parola esautorata di ricchezza in partenza, l´
ínvestigazione senza riflessione che voglio. Io vorrei che si parlasse della vita, del vivere come forma di conoscenza del sé, dello specchio, dei mondi inquieti e dei fondi inarrivabili! Vorrei che la parola non fosse mediata dalla parola ma avesse un potere mistico attingibile e immediato e che le cornici si allargassero senza determinazioni. Vorrei il dominio della domanda senza il dominio in sé, affinché sentimenti e riflessioni oltrepassassero i limiti fisiologici delle parole. Perché, mi chiedo, non facciamo appello al cuore, non usiamo l´immaginazione e stupiamo con la nostra autentitcitá senza personaggi che medino- quei personaggi che noi stessi siamo.
Ho lasciato al mistero il potere di valicare il limite della mia personale esperienza, sperando che i miei sogni sospesi trovino una rappresentazione sensibile.
Vorrei che mi si stimolasse, che mi si pungolasse, che si dialogasse!
Altrimenti continueró a vivere senza capire la vita.
venerdì 17 luglio 2015
venerdì 3 aprile 2015
si parte da se stessi
Non ho confuso i sogni più autentici con la paura, con l’idea
di una prospettiva sicura! Non voglio esser capita, e nemmeno che le mie azioni
vengano travisate … Così inclini ad interpretare gli altri e il mondo… ma
affinché uno tenda davvero a comprendere, deve iniziare a domandare.
Non ho nostalgia per la casa appena lasciata- eppure ne ho
per Buenos Aires…
Non si inizia un viaggio e non vi si fa ritorno: si parte da
se stessi, da una disponibilità a muoversi entro uno spazio che deve essere
accettato e mai compreso, perché infinito, eterno.
Muoversi…
È sempre la mia amata stella che vado cercando, e il
cammino, una logica solamente intuibile, fa che tutto mi sia presentito e nulla
di facile visione; è una visione allo stato interpretativo, genuina, seppure
nella sua intelligibilità.
Condannata alla lentezza o all’ignoranza, realizzerò
ugualmente i sogni più autentici, estrarrò la mia amata stella dal cuore per
sorvolare sulle paure e sulle idee che invadono i miei giorni superficialmente;
la visione sarà accessibile…
Non ci sono propositi celati; i miei sogni, sono sogni in sé.
giovedì 2 aprile 2015
»Narziß«, sagte der Abt nach einer Beichte zu ihm, »ich bekenne mich eines harten Urteils über dich schuldig. Ich habe dich oft für hochmütig gehalten, und vielleicht tat ich dir damit unrecht. Du bist sehr allein, junger Bruder, du bist einsam, du hast Bewunderer, aber keine Freunde. Ich wollte wohl, ich hätte Anlaß, dich zuweilen zu tadeln; aber es ist kein Anlaß. Ich wollte wohl, du wärest manchmal unartig, wie es junge Leute deines Alters sonst leicht sind. Du bist es nie. Ich sorge mich zuweilen ein wenig um dich, Narziß.«
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